| La depressione dell'anziano (ma puņ colpire anche i giovani) |
| E' insidioso e progressivo, e ci si avvicina al momento in cui cadrà la goccia che farà traboccare il vaso con una vaga sensazione di malessere, senza renderci conto di cosa ci sta accadendo. |
| Ci accorgiamo che poco alla volta diminuisce la voglia di fare, ci sentiamo stanchi, tutto diventa più difficile, anche dormire e ricordare, fatichiamo a capire, ci sembra di non essere più intelligenti come prima, nè interessati a cose che erano importanti per noi. Compare qualche malessere fisico. |
| E' una forma lieve di depressione che si prolunga cronicamente; spesso è caratterizzata dalla presenza di alti livelli di ansia e di acciacchi fisici. Può approfondirsi in depressioni maggiori. |
| Cammina incerto, titubante; i passi piccoli, il corpo lievemente inclinato in avanti, il volto fermo in una maschera triste, gli occhi spalancati, rossi e lucidi per le lacrime, lo sguardo fisso, la mano spesso stringe un fazzoletto, ha un aspetto trascurato, fatica a parlare, si lamenta, piange. |
| Le idee depressive |
| Siamo tristi dentro, il mondo ci sembra pieno di gente felice che sta bene, mentre noi non riusciamo più a pensare al nostro futuro, nè a progettare nemmeno quello che faremo durante la giornata. |
| Nulla ci dà più piacere. Ci guardiamo dentro e non troviamo più nulla, abbiamo perso la concretezza della nostra persona. Una montagna, la montagna del vivere, è sulle nostre spalle e ci schiaccia sempre più inesorabilmente, ci opprime la mente, il respiro, il cuore, lo stomaco. |
| Ci sentiamo in un tunnel che dovremmo percorrere, ma al di là non vediamo la luce. Siamo avvolti nel buio e non riusciamo più a vedere punti di riferimento. Ovunque ci spostiamo non sappiamo più da che parte stiamo andando. |
| Il dolore della tristezza è terribile perchè è indefinito, inaggredibile, perchè ci coglie privandoci delle energie per combatterlo. |
| Il tempo sembra scorrere con difficoltà, è difficile raggiungere ogni mattina il bagno per lavarsi, difficile fare colazione. Poi il grande vuoto della mattina e l'angoscia di tutta una giornata davanti a noi . |
| Quante cose dovremmo fare, ma non ne riusciamo a trovare il senso, e poi continuiamo a sentirci confusi, a far fatica a ricordare. Forse non abbiamo dormito abbastanza ed è meglio tornare a letto, a soffrire dentro aspettando che il tempo, così esigente, passi e venga sera. |
| L 'ansia |
| Se è il sintomo prevalente avremo una depressione ansiosa. |
| Essa può essere somatizzata, cioè scaricata su una parte del nostro corpo. Ad esempio, se scaricata sullo stomaco e sul cuore permetterà alla mente, meno pervasa dall'ansia libera, di funzionare con maggior tranquillità. |
| Lo stato d'ansia somatizzato allo stomaco induce l'aumento della secrezione di acido cloridrico, che, se è in eccesso può corrodere le pareti determinando dolore (gastrite) e, se non curato, una ferita (ulcera). |
| Curando il disturbo, se l'ansia non si è risolta, probabilmente colpirà un altro organo, e così dopo un po' di tempo comparirà il mal di cuore o qualcosa d'altro. |
| Sintomi psicosomatici possono essere: mal di testa, vertigini, disturbi visivi, mal di schiena, dolori alle articolazioni, palpitazioni cardiache, difficoltà respiratorie, riduzione dell'appetito, nausea, disturbi digestivi, stitichezza, perdita di peso. |
| Il depresso ha lo sguardo sfuggente, nei suoi occhi velati di tristezza leggiamo l'accavallarsi di pensieri che non riesce a controllare. Esita, fatica a stare fermo e, se ci riesce, sembra ne soffra. |
| La depressione agisce sulla mente e sul corpo, imbrigliandoli. Frena e rallenta ogni loro attività, prima fra tutte la volontà, e poi le idee, la parola, la memoria, le azioni. |
| Può anche esprimersi in un girare a vuoto, una forma di irrequietezza motoria con impulsi motori scoordinati. |
| Attacchi di panico |
| Sono crisi di ansia intensa, che si verificano in assenza di situazioni di pericolo, ad insorgenza improvvisa e accompagnate da un sentimento di terrore. di perdita di controllo e dalla paura di morire. |
| Durante l'attacco possono comparire numerosi sintomi somatici quali improvvise palpitazioni, senso di soffocamento, capogiri, dolore toracico. |
| Non vanno sottovalutati questi episodi: il rischio di trovarci con le spalle al muro, soli, senza nessuno che ci tenda la mano, può portare a reazioni disperate e imprevedibili. |
| Curare i sintomi |
| Ridurre l'ansia, le paure, vincere l'insonnia, regolarizzare l'appetito, guarire le somatizzazioni. |
| I farmaci da assumere possono avere effetto tranquillante, antidepressivo o stabilizzatore dell'umore. |
| Rimuovere le cause |
| Innanzitutto scoprirle. In genere alla base vi è la perdita di qualcosa di importante: una persona, il proprio ruolo sociale, ecc. |
| Fattori che la favoriscono (nell'anziano): |
| La riduzione, legata al passare degli anni, dell'efficienza del sistema ormonale e dei neurotrasmettitori cerebrali si riflette in una maggior fragilità psicologica, caratterizzata da un equilibrio instabile del tono dell'umore che può scivolare in veri stati depressivi. |
| La riduzione delle forze, della vista, dell'udito, dell'equilibrio, del gusto, della memoria, dell'attenzione chiudono l'anziano in una situazione di debolezza. |
| Sono perdite di abilità che gli danno l'impressione di non riuscire più a controllare bene ciò che gli avviene intorno. |
| Non vede più speranza per il futuro. L'insicurezza riguardo alla propria capacità di riuscire a continuare a vivere stimola la reazione ansiosa. |
| Cosa conta di più: |
| l'anziano ha bisogno di sentire che ci sia chi ha bisogno di lui, e su di esso egli sposta il suo affetto. |
| Come comportarsi con lui : |
| L'errore frequente è quello di cercare di stimolarlo a reagire imponendogli di uscire, di darsi da fare. |
| Il depresso vede nero e non trova dentro sè la volontà per reagire: altrimenti non sarebbe depresso. Sentirsi stimolato non farà altro che aumentare i suoi sensi di colpa e di incapacità, oltre a confermargli di non essere capito. |
| Errore è anche lasciarlo in disparte perchè depresso, banalizzando i suoi sintomi, obbligandolo così, per farsi capire, a esprimere più vigorosamente e teatralmente i suoi malesseri. |
| Non bisogna però approvare le sue idee depressive o i dubbi che gli vengono, ma aiutarlo a mantenere le proprie decisioni. |
| Non bisogna avere fretta che guarisca, perchè la nostra impazienza andrà ad accumularsi sulla sua angoscia peggiorando la situazione. Bisogna aiutarlo a confidarci le sue disperazioni e ascoltarlo con pazienza. |