Il mio dolore
Ora so cosa significa vivere col dolore nel cuore, cosa significa ricordare una persona sofferente scomparsa.

Anni fa soffrii il lutto per la scomparsa di mio padre, un evento improvviso, che mi lasciò però il ricordo di una persona in discreta salute, e fu un dolore più attenuato, progressivamente sempre più sfumato nel tempo.  

Può sembrare una contraddizione, perchè si dice che si soffre di meno se la persona era ammalata, e quindi a quella fine ci si rassegnerebbe più facilmente.
Questa esperienza di dolore è stata per me il contrario, perchè mia madre soffriva la paura della morte, che forse era peggio della morte stessa.
Il travaglio finale che precedette la scomparsa fu tutto nell'intimo della donna, essa non era in grado di spiegarlo, e perciò non fui in grado di accorrere in suo aiuto, almeno per alleviare quella sofferenza.
   
Un luogo comune ci invita a ricordare dei nostri cari solo l'immagine della loro salute.
Io ricordo ogni giorno la sua tribolazione, il suo volto triste che nascondeva la consapevolezza di andare verso la fine, anche quando i fatti non lo dimostravano.

Io soffrivo per l'incapacità di aiutarla, io soffro per non essere stato in grado di salvarla.

Voglio ricordarla con la sintesi del mio dolore:

"Anche ora avverto il dolore acuto della mancanza, della parte di me che è svanita per sempre,  di una madre che era anche, per la sua condizione di infermità, una bambina indifesa.
E aveva solo me, e ciò che avevo potuto darle era soprattutto la permanenza nella sua casa, oltre ad un grande amore di figlio.

L'irreparabile è avvenuto;  la vita sua se ne è andata, e allora si accavallano pensieri di rassegnazione e consolazione: ha finito di soffrire… si dice…  ma io la amavo anche così, nonostante che avessi detto, molte volte, che dopo il terribile ictus era meglio che fosse morta.

Mi rimane il senso acutissimo di vuoto, di un bene perduto per sempre, le notti insonni, lo strazio di ritornare da lavoro e di non trovarla più, testa bassa sulla carrozzina, ad accogliermi, a volte a chiamarmi, a chiedermi compagnia, ed io a baciarla, ad abbracciarla, a raccomandarle di mangiare… a dirle "ci vediamo dopo…".

TUTTO CIO' ORA TACE"