| Commenti sul sito |
| L'esistenza del tuo sito ha tutta la mia approvazione. Questo delle persone anziane è un altro problema di cui non si parla, o comunque non abbastanza; dal basso dei miei 18 anni posso dire che il modo in cui racconti le vicende (con un linguaggio più informale che formale, con le tue riflessioni personali) le rende ancora più interessanti. |
| Per quello che posso dire, poi, hai fatto bene a non portare Iolanda al Trivulzio di Milano, le poche volte che ne ho sentito parlare, se ne parlava molto male. |
| Se avessi letto ciò che sto leggendo ora, penso che mi sarei comportato diversamente con mio nonno, mentre mi accorgo troppo tardi che mostro sono stato; materiale come il tuo dovrebbe essere trasmesso in tv e ad orari accettabili (invece dei tanti programmi per deficienti). |
| sta' bene |
| Giuseppe Di Donato |
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Ciao. Anche io mi unisco a quelli che ti offrono solidarietà.
Mia madre di Ictus ne ha avuto ben due. Ringrazio Lei perchè non ha mai smesso di sperare nell'andare avanti. Ringrazio Dio che ha ascoltato le mie preghiere e l'ha fatta restare con me un poco più a lungo. Grazie anche a te che mi hai permesso di ricordare (semmai ce ne fosse bisogno) che l'amore è infinito per i genitori e per gli anziani che fanno tenerezza tornando bambini, e chiedono a noi "giovani" figli, un po' di quell'amore che loro ci hanno sempre dato senza mai rinfacciarlo nè ricordarlo. Infine vorrei dirti di continuare con la tua vita, perchè non penso che tua madre sarebbe stata felice e contenta sapendo che tu non lo fossi. Un abbraccio. |
| Annibale (3/12/05) |
| Per tutto quello che hai scritto riguardo la sanità... bè, lo so, è indegno come possano accadere certe cose, ma per altre ti assicuro che non avresti potuto avere altro che quello che ti è stato offerto: la situazione era davvero grave. |
| Sai, quando manca un nostro caro (io sono stata toccata da un lutto gravissimo, anni fa), o meglio, quando si ammala, vorremo fare di tutto, ma la scienza non può ancora fare tutto. |
| Credo sia solo immensamente doloroso rivangare il passato, dirsi "se avessi fatto questo, forse...": non serve, ci fa stare solo male, ma non cambia l'accaduto. Io centrerei il mio ricordo sulla tua cara mamma in quello che di bello le hai dato: un amore filiale assoluto, splendidamente corrisposto da lei, che certo ha compreso tutto quello che hai fatto per aiutarla. |
| Scusa se mi sono permessa, ma mi ha davvero colpito l'enorme dolore che traspare dai tuoi scritti; ed essendo passata anch'io attraverso molto dolore, ti indico quello che ho fatto per andare avanti. |
| Ti auguro di vivere serenamente, nel ricordo di chi ancora ti ama tanto (io ci credo) e nella certezza di esssere stato il figlio che tutte le mamme vorrebbero avere. |
| Silvia (18/4/02) |
| Mi chiamo Domenico, penso di avere circa la tua età, avendo la mamma come la tua nata nel 1922. Sono riuscito a leggere tutte le pagine del tuo sito in una sera (ti premetto che mi sono messo su internet con la promessa di starci una trentina di minuti, giusto per fare arrivare le 22, in quanto ero stanco morto dal lavoro). Quella sera sono andato a dormire circa alle 00,30. |
| Ho fatto questa premessa per farti capire con quanto interesse ho letto queste pagine, quasi fossero un romanzo avvincente, ma che purtroppo sono tragica realtà. |
| Sei stato encomiabile per quello che hai fatto per tua madre, e ammirevole per la forza interiore che hai avuto dentro di te durante quel periodo. |
| Devo però muoverti una critica circa il tuo vedere sempre "nero" nei confronti degli operatori sanitari (Ti premetto che il mio è un tutt'altro lavoro, nè ho parenti prossimi medici o infermieri ecc.ecc.). Certo episodi di malasanità ne succedono sempre e sempre ne succederanno, non ultimo quello del femore rotto di tua mamma, che spero avrai intrapreso una azione penale. Per il resto mi sembra che tutto si sia svolto nella quotidianità delle cose, alle quali ormai siamo stati assuefatti. |
| Spero di potere leggere qualche rigo tuo. |
| Un abbraccio |
| Domenico (20/03/02) |
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Per puro caso sono capitato sul suo sito.
Cercavo conforto per la perdita di mia madre - avvenuta la scorsa settimana - in seguito alla rottura del femore. Ho vissuto con lei per cinquant'anni e può facilmente immaginare il mio dolore di figlio unico che l'ha vista cadere, ha immaginato ciò che stava per accadere ma che non è riuscito a prenderla in tempo. E, che al contrario di lei, non ha mai avuto il "coraggio" di baciare e abbracciare la mamma mentre era in vita e gli chiedeva di starle vicino. Io, invece, insofferente ma anche timoroso mi allontanavo. Anche negli ultimi giorni in clinica stavo poco e poi andavo via, forse perchè non mi andava di vederla così. Come me ne pento adesso che la posso vedere solo in foto! E poi: cure sbagliate, intervento effettuato in ritardo, dimissioni rapide, e quindi una casa di cura privata che non ha fatto altro che farla sopravvivere all'intervento per un mese senza tuttavia combattere la malattia che si stava facendo largo. E io che ho assistito passivamente allo sfascio senza fare nulla per impedirlo, senza ribellarmi alla passività dei medici (bastardi, ha ragione lei). Mi scusi se l'ho tediata, ma le sue sono davvero belle parole. Un abbraccio Silvio C. (27/11/08) |
| salve, mi sono commossa leggendo la sua lettera.
Sono una ragazza di 25 anni molto triste in questo periodo perchè mia zia è stata operata al femore, ma dopo l'operazione si è gonfiata la gambia e ancora soffre dal dolore e non si sa quando e se questa infezione guarirà. Mi chiedo perchè accadono queste cose orribili, perchè i medici sono strafottenti, prego dio che tutto si risolva anche se ho un brutto presentimento. Ma forse sono troppo pessimista. Quando leggo le storie di anziani mi commuovo ancora di piu; guardo il viso nella foto di sua madre: è talmente dolce. Soffro anche io per la perdita di anime ormai indifese che sono affidate a mani inesperte e inaffidabili. Colgo l' occasione per augurarle buone feste. Sono sicura che sua madre è nel cielo e la guarda e la protegge sempre |
| Un abbraccio grande |
| Tiziana (20/12/08) |
| sono entrata nel sito, ma non ho resistito più di un minuto....scusa ognuno ha la propria storia familiare e se tutti noi la proponessimo sarebbe peggio di uno stillicidio...sai perché i libri restano i miei preferiti?...perché ti danno la possibilità di immaginare!.....la realtà è un'altra cosa e ti assicuro che la mia realtà familiare non è migliore della tua!!! per questo non ho resistito... La nostra realtà ci impone di vivere...di vivere ridendo...senza ignorare quello che ci è successo!!! (spero che tu mi abbia capita) |
| ...forse, anzi sicuramente non mi sono spiegata; la mia filosofia di vita non è una risata continua...sarebbe bello se fosse così... |
| Anche la mia filosofia di vita si fonda sull'osservazione della realtà: cerco di affrontarla con ironia e con ottimismo...a volte ci riesco...a volte no! |
| Io ho perso entrambi i genitori molti anni fa e per questo le immagini del tuo sito mi hanno portato a rivivere una realtà che conosco bene...mi hanno fatto stare male; certo non ho bisogno di alcuna immagine per ricordarli.....quando li ricordo, li voglio ricordare nei loro periodi più felici. |
| Credo che adesso ti sia più chiaro il mio disagio ad entrare nel tuo sito...non volevo nascondere la testa sotto la sabbia ...come gli struzzi!!! |
| Ciao |
| Allegra (22/4/02) |
| Gentilissimo, |
| ho partecipato con sincera commozione al tuo dolore. |
| Per un praticante buddista come me risulta fondamento della pratica quotidiana comprendere a pieno l'altrui sofferenza evitando ogni comportamento che possa accrescere quelle che sono già le cause di dolore ineliminabili quali la perdita di una persona cara o una malattia. |
| Troppo spesso, però, siamo noi uomini a infondere altro dolore agli altri uomini quando basterebbe un minimo di accortezza e di capacità empatica. |
| Non credo tuttavia che tutta la comunità cattolica sia da condannare: ritengo infatti che accanto a chi non riesce ad esprimere una reale etica della solidarietà esistano altrettante persone capaci di mettere in pratica gli insegnamenti di una tradizione che ha avuto molto da insegnare alle genti. |
| La vera domanda che dobbiamo rivolgerci è questa: dove si annida il vero germe che dobbiamo debellare? |
| Io ritengo che esso sia rappresentato da una cultura inquinata da falsi miti che esalta l'egoismo individuale e capace di sviarci dai veri obiettivi che ogni essere umano dovrebbe avere, ovvero una condotta etica improntata alla solidarietà, alla compassione (nel significato orientale di condivisione), alla gratuità di ogni gesto che facciamo nei confronti degli altri. |
| Purtroppo, però, non sempre ciò accade; ritengo tuttavia che il compito di chi abbia un minimo di sensibilità sia quello di aiutare i propri simili a togliere quel velo di ignoranza che offusca la loro vista. |
| E' per questo che apprezzo molto il tuo sito. |
| Unendomi nel tuo dolore, ti auguro ogni bene |
| Bobby (25/4/02) |
| Ciao, |
| Sono una donna di quasi 62 anni ed ho visitato (non completamente) il sito, indicatomi attraverso Virgilio Genio.
Trovo che un figlio che ha fatto una cosa del genere sia quanto di meglio una madre potesse aspettarsi. Mia madre ormai quasi 88enne è ricoverata presso l'Istituto Sacra Famiglia di Verbania (dove abito) da 4 anni ricoverata, e fra un quarto d'ora andrò da lei e la porterò fuori in giardino, farò ciò che posso per alleviarle, almeno in parte ,questo suo calvario, che naturalmente ha coinvolto del tutto anche me. Ho un fratello che non si è mai occupato di lei, ha pensato esclusivamente ai fatti suoi, ed anche questo, per nostra madre, deve essere stato un grosso colpo al cuore. Anch'io ho una figlia e non sono sposata, la mia ragazza ha ormai 28anni e mi da molto filo da torcere, la mia vita quindi non è certo delle più rosee. Vivo isolata perchè tra l'ufficio, la madre malata e la figlia non mi è rimasto molto tempo per coltivare le amicizie, che, comunque, quando hai bisogno, stranamente si volatizzano il più delle volte. Sono stata quasi costretta a far ricoverare mia mamma dopo parecchi anni di attacchi ischemici e da ultimo da ictus, poichè le mie forze si erano esaurite, ero troppo sola in questa impresa e stavo per impazzire. Non è stata una scelta facile, molto sofferta e travagliata, con sensi di colpa che ancora oggi non riesco a tirarmi via. Avrei molto da dire sull'umanità con cui vengono trattati gli ospiti in questo istituto, che, tra l'altro, passa per uno dei migliori e non è certo gratis. Sulle cure mediche no, per quanto riguarda questo credo siano abbastanza curati. Ma finisce qui, cambio del pannolone, somministrazione di cibo ma nessuna compagnia, nessuna parola buona, nessuna animazione che tenga queste persone psicologicamente in sesto. Quindi io vado da lei almeno 4-5 volte la settimana. Ne sono succese di tutti i colori ed ora mi fermerei qui perchè faccio tardi e lei mi aspetta. Se riceverò un suo riscontro ne sarò contenta, al fine di poter continuare questo discorso che non ha fine, poichè nonostante tanti bla bla bla, il volontariato e quant'altro, io vedo tanta indifferenza intorno. In attesa di poterle riscrivere o di ricevere un suo riscontro la saluto con stima. |
| Loredana (19/5/02) |
| Ciao,sono Monica,una ragazza di 30 anni. |
| Sono operatrice in una casa di riposo,sto facendo un corso di specializzazione ( corso O.S.S. ). |
| Come compito di fine corso ci è stata richiesta una tesi riguardante un caso in struttura o di una persona che |
| conosciamo (rimanendo sempre nell'anonimato ). |
| Facendo ricerche sul tema, mi sono imbattuta nella storia di tua madre. |
| Ho letto la sua vita.......mamma mia!!! |
| Certo che ne avete passate!!! Ma soprattutto lei!!! |
| Subito ho sentito la voglia di parlare di lei,come se conoscessi Iolanda da |
| sempre. |
| ciao |
| Monica (20/11/02) |
| Ciao, |
| la data della scomparsa della tua mamma non è molto distante dal giorno in cui la mia cara nonna morì tra le mie braccia. Ho letto dei tuoi sensi di colpa che erano anche i miei. Ah, se avessi dormito nella sua stanza quella notte! Ah, se fossi stato più veloce nel soccorrerla! Urlavo: dovevo salvarla io! Il rimpianto di non essere riuscito ancora una volta a salvarla non mi abbandonerà mai.
Si chiamava Carmela, ma per tutti era zia Nina, e per noi nipoti Nonna Nina. Aveva appena compiuto 90 anni, era nata il 10-10-10. Rappresentava una fonte di gioia inesauribile per la mia famiglia. Era stata una donna generosissima, dava tutto ciò che aveva ai suoi figli, per se non aveva conservato mai nulla, tranne i soldi per il suo funerale. Una vita misera la sua. Fin da bambina, aveva nove anni, doveva lavorare per i "signori". La paga era un pezzo di pane, non per modo di dire, ma davvero un pezzo di pane nero. A casa mia finalmente aveva la sua stanza piena di bambole. Quando le facevi un regalo ti dava così tanta soddisfazione che ti rendeva felice per tutta la settimana. Così tutti si divertivano a regalarle le sue amate bamboline. Purtroppo gli ultimi anni aveva dei problemi mentali che mi ricordano quelli che tu descrivevi di tua madre. Così la notte aveva spesso delle crisi di panico, e quel giorno il suo cuore malandato non ha retto. |
| Fabrizio (7/3/03) |
| Egregio signore, |
| le esprimo tutta la mia solidarieta' per questo atto che lei ha subito , ma se puo' in qualche modo consolarla le posso assicurare che nelle famiglie come la mia con all'interno un disabile, tali e tante altre ingiustizie vengono perpetrate ogni giorno e in ogni occasione. Ma quello che ci distingue e' che noi non ci arrendiamo mai! Il nostro fine ,che contempla i diritti di queste persone, e' troppo nobile per poter cadere sotto i colpi di simili ascie! Sono certo che anche lei non si arrendera' mai. |
| Antonio (25/4/02) |
| A proposito del suo sito, |
| Ho visitato con molto interesse il suo sito ed ho letto con tristezza le vicende accadute a sua madre. Sono un 23enne studente in Fisica, di Roma. Mia madre e' parzialmente invalida, essendo poliomielitica da piccola. Mia nonna paterna invece, ora 91enne, sempre attivissima fino a quando non ha perso quasi del tutto la vista (2 anni fa). Qualche mese fa e' morto suo figlio (mio zio), e si e' veramente buttata giu' psicologicamente. Anche la sua situazione clinica peggiora a vista d'occhio (bassa pressione...etc.). Niente di grave, pero' e' la mancanza di voglia di fare... Soprattutto si annoia a morte tutto il giorno. Non ha nessuno con cui colloquiare (la badante non parla italiano, stiamo provvedendo a trovarne una con cui possa almeno scambiare due chiacchiere). Noi passiamo a trovarla durante il giorno, magari l'accompagnamo per delle passeggiatine (che fa come esercizio), pero' il resto del giorno non fa niente. Solo una volta a settimana va alla riunione del centro anziani Ghimel ed un po' si distrae... Io la vedo male...ogni volta che le parlo alla fine mi dice che non ce la fa piu' e vuole lasciarsi andare... Mi scusi lo sfogo. Distinti saluti |
| Giovanni (29/11/02) |
| Gentile signore, |
| ho visitato il sito dedicato alla vicenda di Sua madre.
Ho passato anch'io un'esperienza dolorosa simile alla Sua, anche se non così tragica. Le voglio fare i complimenti per la forza che Lei ha dimostrato creando il sito e riempiendolo di informazioni utili. Il mio lutto data da diciassette anni. Le voglio dire che col tempo il Suo dolore non si assopirà, ma diventerà qualcosa di prezioso.Qualcosa che non somiglia all'accettazione o alla rassegnazione, che non Le toglierà la voglia di lottare nè l'indignazione che La muove. Qualcosa che addolcirà i ricordi più intollerabili, che evidenzierà quelli più dolci. Il ricordo di Sua madre, lungi dal tormentarLa, Le darà forza sia per condurre la Sua vita con maggiore soddisfazione sia per aiutare le persone a Lei vicine a vivere al meglio la propria vita. Ancora grazie, e coraggio. Suo |
| Andrea (9/03/03) |