Che volontariato ?
Non si vuole nè generalizzare, nè mancare di rispetto ai giovani che hanno prestato o prestano la propria opera in attività appartenenti a questo settore.
Il caso di Iolanda ha però evidenziato che il volontariato può essere esercitato come moda dei nostri tempi, in nome di astratti principi che giustificano un associazionismo fine a se stesso.  

Come non definire ipocrisia il comportamento di giovani che hanno dedicato giornate intere ai bambini degli "altri", mentre in famiglia ogni richiesta di aiuto della povera nonna veniva avvertito come minaccia al proprio tempo prezioso ?

Non dovremmo batterci per una cultura della solidarietà intesa come interfamiliare prima ancora che sociale in senso più ampio ?
Non aveva diritto Iolanda, colpita dalla terribile depressione, ad avere la compagnia, la comprensione e l'aiuto di "tutti" i propri cari, giovani o no ?

In nome di quale principio la società attuale crea una specie di barriera protettiva attorno ai giovani, giustificando comunque ogni loro comportamento, sostenendone le motivazioni, trovandone a tutti i costi una identità di "soggetto debole da tutelare" ?

Nel caso di Iolanda, la richiesta di aiuto ai servizi sociali fu anche il tentativo di ottenere un contributo di dibattito psicologico, di intervento nella sfera familiare per favorire il riavvicinamento della cosidetta "giovane generazione" ai bisogni dell'anziana in crisi.
La risposta fu solo di tipo strettamente assistenzialistico (una donna per 1 ora al giorno), mentre qualsiasi accenno al comportamento giovanile in famiglia  fu troncato come elemento non inerente gli scopi dell'intervento assistenziale.

Non è un grave male della società attuale avere perso la cultura della responsabilità dei figli, del dovere dei figli verso i genitori e più in generale verso le persone adulte e soprattutto verso le persone anziane ?

Non si teorizza il ritorno all'autoritarismo delle generazioni precedenti, ai padri padroni e ai figli sottomessi, ma sarebbe bello vedere ogni tanto la nipote che accompagna la nonna  a fare la spesa, il nipote che sorregge il nonno diretto all'ufficio pubblico.

Ma forse questi sono solo pensieri anacronistici da "libro Cuore", forse è giusto che questi nostri giovani non perdano tempo con le persone anziane, hanno cose troppo importanti da fare: gli amici e il divertimento, la palestra, la vacanza, il volontariato, ecc.